m i    p r e s e n t o

 

Sono nato il 6 novembre del 1984 a Cuneo, scorpione ascendente sagittario: il che non è molto importante, ma per chi crede nell’astrologia ( io un po sì e un po’ no!) potrà essere utile per trarre le proprie conclusioni. Si può dire, senza cadere nel politicamente scorretto e per quanto riguarda la mia carriera scolastica ( cosa che solitamente in una biografia ogni buon autore non si nega ), che ho frequentato l’asilo, le elementari, le scuole medie e il liceo artistico E.Bianchi nel mio paese natale e che ora studio Filosofia all’Università di Torino.

A parte ciò posso dire che la mia vita, almeno fino ad ora, si può riassumere in tutta una serie di interessi che via via, come capita a tutti, sono pian piano andati scemando(“un campionario di mediocrità”, direbbe Bertoli con il coraggio di pochi!), meno che quello per la musica, per lo scrivere canzoni, per la scrittura e la creazione più in generale (e qui ringrazio il buon vecchio liceo artistico..) e per un paio d’altre cose che però non mi sembrano di pubblico interesse e che preferisco tralasciare..(e non solo per la “buoncostume”! non pensate male..)

La musica mi ha accompagnato praticamente, se non da quando sono nato, da poco dopo e sono passati tra le mie mani, dall’inizio degli anni ’90 fino al mio incontro con la chitarra (avvenuto un Natale di sette,otto anni fa),tutta una serie di strumenti tra cui il clarinetto, la batteria, il piano, il basso, l’armonica e, senti senti, il kazoo(e non dite nulla, per favore..è dignitoso tanto quanto gli altri…!).

Il piano è stato un fedele compagno di viaggio per qualche anno tra una breve permanenza al Conservatorio di Cuneo e le lezioni di un’insegnante privata e ha lasciato ( forse perché allora sentito come troppo “classico”), intorno ai miei quindici anni, il posto al più elettrico ed eclettico basso (che ho suonato senza mai fissa dimora in vari gruppi della zona, sostando talvolta per il tempo di un paio di prove e talaltra per lo spazio di qualche mese..)che suono tuttora, seppure meno della chitarra che mi permette di comporre e creare canzoni(in fondo così come il piano, su cui da un paio d’ anni sono tornato per comporre qualcuno di quei miei amati pezzi rustici, valzerini impregnati e grondanti vicende da bohemien).  

Gli altri strumenti sono stati tutti semplici comparse destinate a non lasciare particolarmente il segno, nonostante sulla batteria, che ho studiato da bambino per un paio d’anni, qualcosa ancora la riesca a fare, sia pure per puro divertimento o sfogo, battendo su quella vecchia batteria malandata di mio padre, e voglia riprendere lo studio dell’armonica per emulare quegli incredibili capelloni folk-singer dei tempi felici ( i capelli ci sono già, ma quella è la parte più facile ).

E così, tra uno strumento ed un altro, ad oggi sono quasi otto anni che suono la chitarra e scrivo in musica ( messaggio promozionale: non fate i pigri, leggete la sezione “la mia musica”per saperne di più ) e non solo. Già, scrivo in musica, e forse, più della parte musicale ( che scrivo io e do in pasto bella pronta al chitarrista e compagno d’avventura Leonardo Rinaudo al fine che la abbellisca e rifinisca con la sua chitarra così intonata alle mie corde e così tecnica e rustica al tempo stesso da lasciarmi talvolta a bocca aperta), quello che mi piace fare e che senz’altro mi riesce meglio è scrivere testi su di essa per raccontare le storie che mi si agitano in petto ( per approfondimenti sulla mia “vita musicale”, che vuol essere argomento specifico del sito, rimando, come già detto sopra, alla sezione successiva del sito: “la mia musica” ).

Da gennaio 2008 si è aggiunto a Leonardo Rinaudo il fisarmonicista Cristian Botta, musicista dalla provata e "successuosa" vita in ambito classico fortuitamente interessato al mio progetto.

Oltre a testi musicali ( cosa che faccio senz’altro comunque più di ogni altra ) cerco di scrivere ovunque mi sia permesso e me ne sia offerta la possibilità ( da un paio d’anni mi appello alla politica del “chiedi e ti sarà dato” e d’altra parte del “carpe diem” affossandomi sempre di più in uno stacanovismo che ha del patologico ). Scrivo infatti anche su giornali scolastici ( Blog ), giornali indipendenti ( Dawn in Absinth di Alba ) e partecipando a concorsi di poesia e narrativa.

Per il resto, per esser fedele al tempo delle mele o poco più in là, schizzo ogni tanto sulla mia moleskine qualche viso, qualche paesaggio, qualche fantasia, invento ancora qualche fumetto o vignetta e do volto, così come nei miei racconti, che siano in musica o meno, agli strambi ( e non ) personaggi che mi si agitano dentro ( in senso figurato, non è schizofrenia ) senza dare ancora ascolto, però, a quella vocina che mi dice di tornare a dipingere come si deve e che so che un giorno o l’altro seguirò.

 

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